Venerdì 16 settembre, alla Festa dell’Unità di Bologna, il sindaco Virginio Merola, il presidente provinciale di Unindustria Alberto Vacchi, il rettore dell’Ateneo cittadino Ivano Dionigi e Gianpiero Calzolari, presidente provinciale di Legacoop, si sono confrontati sul tema "Un nuovo inizio: strategie per il futuro della città ", intervistati da Pierluigi Visci, direttore del Resto del Carlino.
Vacchi ha evidenziato come la mancanza di credibilità dell’Italia sui mercati internazionali determini la mancanza di supporto delle banche alle imprese; questo si traduce nell’applicazione di interessi del 7-8%, il doppio di quanto è solitamente applicato a nostri competitors europei. Netto quindi il giudizio: la manovra economica del governo non solo non è risolutiva, ma è come foriera di caratteri di recessione.
Dionigi ha lanciato l’allarme: “la città non è consapevole di quello che l’aspetta; quando ci saranno problemi all’asilo o sui trasporti la gente se ne accorgerà , la situazione è drammatica e Bologna più di altre pagherà il contraccolpo”. “La nostra Università è al terzo anno consecutivo di tagli” per un ammontare complessivo di 45 milioni di euro, ha denunciato; buona logica, in un paese che detiene il 60% dei giacimenti culturali a livello mondiale, sarebbe quella di non incidere sul diritto allo studio e sulla ricerca; serve piuttosto fare crescita anche con la possibilità di effettuare spese nel settore della ricerca, oltre ad educare i cittadini “al senso dello stato e di civiltà sin da giovani”.
Anche il settore cooperativo è stato oggetto di tagli, soprattutto nell’ambito delle agevolazioni fiscali e nella capacità di sviluppare le proprie attività imprenditoriali; e questo - in abbinamento all’assenza di misure per lo sviluppo - secondo Calzolari è in aperto conflitto con quanto avviene negli USA, dove alle aziende che creano occupazione vengono riconosciuti specifici sgravi di carattere fiscale. Il presidente Legacoop propone pertanto l’estensione di questo tipo di agevolazioni a tutte le realtà , anche non cooperative, che producano risultati misurabili.
Merola cita le “ricadute” della manovra sul Comune di Bologna: i tagli ammontano a 120 milioni di euro su 500 milioni di bilancio, cosa che, fra l’altro, conduce all’impossibilità di pagare le imprese fornitrici di servizi. Il nostro territorio è sempre stato caratterizzato da elevati livelli qualitativi e quantitativi di servizi; per questo, a differenza di altre regioni, dove tali livelli non sono mai stati raggiunti, i bolognesi si accorgeranno di più dei ridimensionamenti inevitabili in servizi come gli asili, i trasporti e l’assistenza. Per il sindaco è quindi necessario costituire un fronte unito tra gli assetti politici, economici e sociali del territorio con unico obiettivo “un nuovo ragionamento per la città ”, cercando di trasformare la crisi in occasione per un nuovo inizio.
Approccio condiviso da Vacchi e Calzolari: il primo chiede però che le linee comportamentali di ogni soggetto siano in armonia fra di loro, nello spirito del rilancio della capacità di competere, a livello metropolitano, su scala internazionale; per il secondo diventano fondamentali la formazione e l’assicurazione che flessibilità non si traduca in precariato, in particolare quello giovanile.
Sul tema della fuga all’estero dei “cervelli” nostrani, Dionigi non ha mancato di sottolineare il paradosso che a fronte di investimenti, per una famiglia, di circa 150.000 euro per portare un figlio “dal biberon al dottorato”, al momento dell’entrata nel mondo del lavoro il Paese possa permettersi di “regalare chiavi in mano” i nostri talenti ai Paesi stranieri ove le opportunità di lavoro sono ben maggiori, meglio retribuite e più soddisfacenti.
Numerose, nelle parole di Merola, le azioni del Comune a beneficio della popolazione universitaria cittadina: fra queste, con lo scopo di mitigare il caro-affitti, la realizzazione di nuovi studentati al Lazzaretto e all’ex mercato ortofrutticolo e l’accoglienza degli studenti e l’impegno a favorendo occasioni di incontro fra dottori/dottorandi di ricerca e sistema economico locale per l’inserimento lavorativo.
Quindi i prossimi passi del Comune di Bologna: da fine settembre a fine gennaio la città sarà impegnata a delineare il piano strategico, coinvolgendo amministratori e categorie; sarà anche un’occasione per condividere strategie anticrisi. Riguardo alla città metropolitana, il sindaco ha confermato la necessità di semplificare i livelli di governo: già a partire dal turno elettorale del 2014 le politiche degli Enti locali potranno essere determinate con il criterio del “fare rete” (dalla discussione dei rispettivi bilanci, all’adozione di unico regolamento edilizio, all’unificazione del sistema di riscossione dei tributi ed oltre).
Nel breve-medio periodo Bologna opererà interventi di pulizia e di riqualificazione urbana, favorendo il rispetto delle regole di civile convivenza. Di alcune società partecipate potrà essere accelerata la privatizzazione (CAAB, Farmacie comunali e SERIBO).
I proventi della tassa di soggiorno, infine, saranno indirizzati alla riqualificazione del centro storico e alla promozione turistica del sistema-Bologna.
(d.b.)
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