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Risultati e slogan

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"Chi è grande ha il dovere di produrre risultati, mentre chi è piccolo quello di produrre niente più che urli e slogan”. Così Anna Finocchiaro, capogruppo PD al Senato, ha esortato il popolo della Festa dell’Unità di Bologna a credere nel PD. Un nuovo “tutto esaurito”, quello registrato giovedì 15 settembre in Sala centrale, per l’incontro con la senatrice e Stefano Bonaccini, segretario PD dell’Emilia-Romagna, introdotti da Luciano Sita (che ha definito “non credibile, non equa, non sufficiente e madre di PIL al ribasso per i prossimi anni” la manovra economica approvata il giorno prima) e intervistati da Chiara Geloni (direttrice Youdem) e Giorgio Tonelli (RAI).

Parlando della manovra, Finocchiaro ha evidenziato come non preveda risorse finalizzate allo sviluppo del sistema-paese, dicendosi convinta dell’imminenza di ulteriori interventi. Il PD, invece, porta avanti una serie di proposte di effettivo impatto quali, ad esempio, la possibilità da parte della Pubblica Amministrazione di onorare con tempistiche “sostenibili” le prestazioni effettuate dalle imprese fornitrici, nonché la necessità di garantire, per i Comuni virtuosi, un maggiore respiro nel settore degli investimenti, in particolare per quelli di ambito infrastrutturale. In un contesto nel quale milioni di italiani sono in difficoltà, interi settori produttivi sono fermi, la disoccupazione è ai massimi livelli, i Comuni sono costretti a innalzare le tariffe o tagliare i servizi, anche categorie sociali “amiche” chiedono le dimissioni del governo e settori della maggioranza si sono da tempo defilati, un Presidente del Consiglio con consenso personale sceso al 19% e un governo che si aggira attorno al 23% scaricano sugli Italiani gli oneri conseguenti al non volersi dimettere e al non volere suggellare il “capolinea” sociale ed economico (ma anche culturale e morale) al quale il Paese è pervenuto.

Sul tema relativo alla legge elettorale e al referendum per il ripristino del “Mattarellum”, Bonaccini ha evidenziato la posizione del partito, che in Emilia-Romagna, per primo, ha aperto le porte delle sue Feste alla raccolta delle firme. L’attuale “Porcellum”, ha spiegato, espropria gli elettori della possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento; la legge precedente, d’altronde, porta alla costituzione di alleanze fondate più sull’obbiettivo di battere l’avversario che su quello di governare. Il PD, pur avendo una propria proposta condivisa, riconosce il “Mattarellum” migliore del “Porcellum” e per questo invita gli elettori a sottoscrivere i quesiti dei referendari, con la convinzione che il referendum supererà il quorum, che l’esito sarà positivo e che, di conseguenza, le elezioni politiche del 2013 non saranno regolamentate dal “Porcellum”.

Quanto all’impatto della manovra in ambito regionale, Bonaccini ha spiegato che nel prossimo biennio i tagli ammonteranno complessivamente ad un miliardo di euro e che in tempi di federalismo dichiarato a ogni piè sospinto (ma poi tradotto nel taglio ai fondi per i Comuni, nell’istituzione del patto di stabilità e nella determinazione non concertata dei siti di conferimento delle scorie nucleari) il Governo ha non ha mancato di conferire ingenti risorse per il parziale ripianamento dei conti dei Comuni di Roma, Catania e Palermo. La Regione Emilia-Romagna, al contrario, ha scelto di favorire un percorso virtuoso che, nonostante i limiti imposti dal patto di stabilità, consenta ai Comuni non indebitati di effettuare investimenti i cui benefici possano ricadere sull’imprenditoria e sul tessuto economico locali; è questo, secondo Bonaccini, un mero esempio di federalismo virtuoso.

Tornando alla scala nazionale, la Presidente dei senatori PD ha rimarcato come il Partito dimostri ogni giorno, con i fatti, di essere una forza “tranquilla, responsabile, che ha a cuore il destino dell’Italia”; per questo la posizione del PD è orientata verso la nascita di un Governo di responsabilità piuttosto che verso nuove elezioni subito (che peraltro avrebbero luogo con il “Porcellum”). Il Partito, sostiene Finocchiaro, è già in grado di mettere a disposizione del Paese un programma, un candidato Presidente del Consiglio e un quadro di alleanze stabili, durature ed inequivoche.

Sul tema del rinnovamento generazionale della classe politica, Bonaccini ha ricordato come il recente turno elettorale di Torino, Milano e Bologna abbia premiato candidati sindaci d’esperienza anche con il concorso dell’elettorato giovane e come, in parallelo, lo “svecchiamento” della classe politica e amministrativa sia già evidente nelle nuove Giunte e Consigli e negli organismi direttivi del PD. Invece, è necessario creare le condizioni per porre in essere misure di equità e di giustizia sociale, attuando così un’inversione di rotta rispetto ai sentimenti di paura e di insicurezza cavalcati dal Centrodestra in questi ultimi dieci anni.
Di qui, con sintesi veramente estrema, la chiosa finale della Finocchiaro: “chi è grande ha il dovere di produrre risultati, mentre chi è piccolo quello di produrre niente più che urli e slogan”.

(d.b.)

 



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