"Auspico che l'Europa, oltre ad avere una politica più coesa e più solidale per prevenire le crisi finanziarie, abbia una strategia per lo sviluppo e la crescita che in questo momento manca". La sferzata arriva da Massimo D’Alema, ex premier, ex ministro degli Esteri e dirigente di spicco del Partito Democratico.
Ospite della Festa provinciale dell’Unità di Bologna - dove ha partecipato ad un dibattito con il premio Nobel per la pace, l'iraniana Shirin Ebadi - D’Alema è stato chiaro: “C’è il rischio che l'Europa appaia soltanto come somma di vincoli e manchi il respiro di una strategia maggiore di sviluppo”. La serata era dedicata alla politica estera, a grandi temi, ma le boutade mattutine del premier Berlusconi a Bruxelles (“La colpa della crisi è dell’opposizione, che per dare una spallata al governo denigra l’Italia”) hanno rovesciato la scaletta e, così, la crisi e l’inaffidabilità del governo italiano si sono ritagliate uno spazio importante. “Non mi pare francamente che questa gita di Berlusconi in Europa abbia accresciuto la sua credibilità, né che le polemiche contro l'opposizione nelle quali si è lanciato aiutino il Paese a recuperare la crisi”, spiega D’Alema.
“Barroso ha promosso la manovra?" prosegue il presidente del Copasir. "Perché forse Barroso non deve pagare l'aumento dell'Iva che devono pagare gli italiani. È un punto di vista di Barroso. L'unico problema è che l'Italia deve fare tagli rilevanti. Ma come li facciamo è un problema nostro, non di Barroso”. Poi l'ex premier e' tornato anche sulle polemiche tra premier e magistratura spiegando che il presidente del Consiglio “potrebbe incontrare i magistrati come tutti i cittadini. Ritengo che incontrare i magistrati per chiarire le cose sia un atto dovuto”.
(l.m.)
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