L'Iintervento con cui il segretario del Partito Democratico di Bologna ha tenuto a battesimo, giovedì 25 agosto, la Festa dell'Unità provinciale 2011
"Care democratiche, cari democratici, amici della Festa, gentili giornalisti,
vorrei innanzitutto rivolgere a tutti voi un caloroso benvenuto alla Festa dell’Unità di Bologna, la Festa di tutti i cittadini, un luogo di partecipazione popolare e di democrazia, in cui si misurano da anni passioni e iniziative politiche, idee e progetti collettivi per il nostro Paese e per le nostre comunità cittadine.
Un luogo che noi vogliamo sempre più accogliente, plurale, aperto a tutte le istanze che provengono dalla nostra società , che possano riconoscersi negli ideali della libertà , della giustizia sociale, della democrazia, così come declinati nella Costituzione della Repubblica Italiana.
La Festa dell’Unità di Bologna nelle prossime settimane ospiterà centinaia di migliaia di visitatori, che, in questa “città nella città ”, qual è appunto il Parco Nord, si trascorreranno molte serate con noi, all’insegna della politica pulita, della cultura, del divertimento, della buona cucina, della semplice e al tempo stesso straordinaria voglia di ritrovarsi insieme, con la consapevolezza di formare una comunità solidale e operosa, il cui sogno, condiviso, palese, contagioso, resta quello di poter costruire, a partire da qui, un Paese migliore, un futuro più sereno per tutte le generazioni.
Questo sogno è possibile realizzarlo grazie all’impegno generoso, straordinario ed incessante di migliaia di volontari, che prima sul territorio, in città come nei Comuni della nostra provincia, poi al Parco Nord, hanno dato tutte le loro energie, tutta la loro forza d’animo per offrire al nostro Partito questa meravigliosa occasione di incontro.
Vorrei davvero rivolgere a loro, a quanti sfidando il caldo estivo hanno trascorso al Parco Nord intere giornate di duro lavoro, un ringraziamento non rituale, un abbraccio affettuoso di tutto il Partito, esprimendo a tutti quanti un sentimento di riconoscenza e di gratitudine infinito.
Vi prometto, cari amici volontari, che il Partito Democratico di Bologna sarà sempre più capace di assomigliarvi, di richiamarsi cioè a quella disarmante voglia di dare, di offrire generosità politica e disinteresse personale. E che non mancherà mai di ascoltare sempre la vostra voce così severa ed affettuosa al tempo stesso, come la più autorevole e la più sincera, cercando di essere, nell’azione politica quotidiana, all’altezza delle vostre aspettative.
Un anno fa, cominciavamo questa festa dell’Unità in un clima politico locale ben più critico e delicato.
La città era retta da un Commissario prefettizio. Non erano in pochi quelli che scommettevano sulla nostra sconfitta, che auspicavano la dissoluzione del nostro progetto politico, che senza giri di parole ci intimavano di farci da parte, che definivano ritualità le primarie per la scelta del candidato sindaco.
Rispetto a queste istanze, che non avevano nulla a che fare con la democrazia, siamo stati irremovibili.
Noi non abbiamo mai abbandonato la strada della partecipazione e della democrazia e proprio da questa festa cominciammo con umiltà e determinazione il nostro cammino, tutto in salita, per costruire insieme a tanti cittadini il progetto di governo per Bologna.
Oggi quel progetto è realtà .
Abbiamo vinto le elezioni amministrative, abbiamo qui con noi il nostro sindaco Virginio Merola, al quale vorrei rivolgere il saluto più affettuoso e rinnovare a lui, e a tutta l’Amministrazione comunale di Bologna, tutto l’incoraggiamento e il sostegno del Partito per la difficile azione di governo locale che si sta avviando in città , con coraggio, trasparenza e capacità , in un momento di straordinaria difficoltà .
Guidiamo una coalizione di centro sinistra che vuole realizzare il bene della città e del territorio; che resterà unita per rispetto agli elettori che ci hanno assegnato la responsabilità di governare.
Amministriamo otto Quartieri su nove laddove stiamo riattivando, dopo molto tempo, quella giusta attenzione ai problemi di prossimità del cittadino, la cui risoluzione si collega all’obiettivo prioritario della qualità della vita dei cittadini.
Ma soprattutto siamo al fianco dei nostri sindaci, dei nostri amministratori del territorio provinciale, delle parti sociali e dei cittadini indignati, per contrastare insieme una manovra finanziaria che, se verrà approvata così come è stata varata dal Consiglio dei Ministri, farà cadere il nostro Paese nel baratro della recessione e che produrrà sempre più ingiustizie sociali e nuove povertà .
Una manovra fatta di tagli e di tasse.
Tagli e tasse sempre nella stessa direzione, riservando agli enti locali un colpo mortale, rendendo di fatto impossibile il mantenimento del livello di coesione sociale e di welfare imprescindibile per uscire dalla crisi economica.
In questi giorni tutti i livelli dell’Amministrazione stanno calcolando gli effetti nefasti della manovra sui bilanci degli enti interessati, la naturale ricaduta e i problemi enormi che ne deriverebbero per le famiglie, le imprese, i cittadini.
Da più parti si sono anche ipotizzati provvedimenti di riduzione dei servizi, inasprimento della pressione tributaria a livello locale, dismissione del patrimonio, provvedimenti che se anche fossero adottati in modo addizionale e non in alternativa fra loro, non basterebbero a reggere l’urto di questa manovra finanziaria.
Allora noi oggi dobbiamo essere chiari e netti. Questo non è il tempo della resa e del disimpegno politico, è invece il momento della mobilitazione e della reazione per far si che questa manovra finanziaria possa essere radicalmente cambiata con il contributo di tutti.
Non possiamo accettare nemmeno la logica secondo cui, per due spicci, il Governo possa cancellare i simboli della nostra democrazia come la soppressione delle festività del 25 Aprile, del 1 Maggio e del 2 Giugno, perché così facendo, si minano i fondamentali della nostra identità costituzionale democratica ed antifascista.
Perché l’antifascismo non è una categoria ideologica da mettere nel cassetto, un’eredità imbarazzante del nostro passato. È l’assicurazione per il futuro che la nostra società possa rifiutare sempre ogni regime totalitario e sanguinario, ogni logica di sopraffazione di parte e di omologazione politica e culturale. L’antifascismo è garanzia di crescita e di pace.
Basti pensare a quanto accaduto negli anni del terrore. Ai depistaggi per le indagini sulle stragi di cui è stata più volte vittima la nostra città . Anche di recente, alla luce delle nuove informazioni di garanzia sulla strage della stazione, nei confronti di persone altre rispetto a coloro già condannati in maniera definitiva per la bomba del 2 agosto del 1980, si sono levate subito istanze di rimozione dell’aggettivo “fascista” dalla lapide della stazione. Oppure basti pensare agli attacchi arroganti rivolti da alcune personalità del centro destra nei confronti di Paolo Bolognesi, al quale vorrei ancora giungesse tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno.
Per contrastare questa manovra finanziaria, i cui provvedimenti pare non convincano nemmeno l’intera maggioranza di governo, saremo al fianco di ogni azione di mobilitazione democratica che si svilupperà nel Paese, senza se e senza ma, forti delle nostre idee alternative e facendoci carico di offrire ai cittadini un’altra visione politica per il risanamento dei conti pubblici, basata su incentivi alla crescita economica e sull’equità sociale.
Incoraggeremo le azioni di protesta dei nostri sindaci del territorio in una
grande manifestazione regionale da tenersi entro la metà di settembre a Bologna. Per quanto mi riguarda prenderò parte anche allo sciopero generale indetto dalla CGIL, accanto ai lavoratori e ai pensionati, e saremo presenti laddove si cercherà pacificamente e democraticamente di resistere a questo ultimo colpo di coda del regime berlusconiano.
Porteremo avanti le nostre proposte di politica economica, a partire dalla tassazione aggiuntiva dei capitali scudati, illecitamente portati all’estero, per rendere la stessa al livello della media dei Paesi europei che hanno adottato quel provvedimento. Per proporre una imposta sui grandi patrimoni al posto di nuove tasse sul reddito dichiarato. Per ridurre i costi della politica calendarizzando in Parlamento la discussione sulla riduzione del numero di parlamentari e l’abolizione dei relativi vitalizi. Per superare le amministrazioni provinciali e per accorpare servizi e funzioni comunali. Per avviare un serio programma di liberalizzazioni senza stravolgere la nostra Costituzione.
Vedete: nella sostanza ciò che rende questa manovra irricevibile e che ci induce a trasformare questa Festa dell’Unità in una mobilitazione permanente è il fatto che nel momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini, deve essere garantita massima equità sociale e la politica deve dare il buon esempio. L’esatto contrario di quanto disposto dal Governo di Berlusconi, Bossi e Scilipoti.
Si dimezzino dunque i parlamentari, si aboliscano i vitalizi, così come abbiamo fatto nella nostra Regione, si eliminino quei privilegi di casta annidati nelle pieghe dei Bilanci dello Stato. I privilegi stanno là , non certo nei Comuni, nelle misere indennità dei sindaci o degli amministratori locali. Si aggredisca l’evasione fiscale perché è intollerabile che nel nostro Paese vi sia un sommerso pari almeno a quattro volte la manovra finanziaria del Governo.
Altro che scontrino alla Festa dell’Unità : qui le tasse si pagano tutte sull’unghia e il finanziamento al Partito lo portano i volontari con il loro sudore e con la loro passione. Noi non abbiamo paura a confrontarci con tutti sui temi del finanziamento alla politica, perché non abbiamo padroni né tantomeno proprietari. Pensiamo che la politica vada finanziata in modo pulito e trasparente, così come avviene nelle Feste dell’Unità .
Inoltre, il tanto sbandierato federalismo rincorso da anni è ormai morto e sepolto. A noi ora spetta la responsabilità di portare avanti le istanze della parte più produttiva del Paese, il Nord Italia, con un patto di crescita e sviluppo solidale e non secessionista delle principali amministrazioni del nord.
Bologna sarà chiamata a scrivere, proprio in questo momento di crisi, il proprio piano strategico metropolitano. Un’occasione importante per mettere insieme, attorno ad una visione comune di città , tutte le eccellenze di cui disponiamo: l’Università , le infrastrutture per la competitività territoriale, la cultura, il volontariato ed il terzo settore, il nostro comparto industriale collegato alle strutture di ricerca, con la priorità di far ripartire l’economia locale e creare occupazione stabile soprattutto per i giovani e le donne, fra i più colpiti dalla crisi economica.
Il piano strategico di Bologna dovrà sviluppare sinergie importanti con le principali aree metropolitane del nord, a partire da Milano, Torino, Genova, Venezia, Trento e Trieste, con le cui realtà si stanno già delineando strategie comuni e coordinamenti dei livelli elettivi.
La Lega ha avuto la sua opportunità . Ha miseramente fallito. Si è persa nelle cene di Arcore e non ha ottenuto nulla per favorire la maggiore capacità di competere delle regioni più produttive. Si è adeguata a svolgere supinamente il ruolo di stampella del Governo Berlusconi votando per tre anni soltanto i provvedimenti ad uso e consumo del grande mentitore.
Tocca a noi dare quelle risposte. Tocca a noi riformare il sistema delle autonomie locali a cominciare dalla costituzione della Città Metropolitana così come governo federale di città e Comuni, a costo zero, già nel 2014.
Non può essere considerata di serie B una proposta tesa a realizzare un livello di governo che favorisca da un lato una straordinaria semplificazione amministrativa con il superamento della Provincia, dall’altro l’idea di un livello metropolitano di governo incentrato sulle Unioni e Fusioni di Comuni e che soprattutto nasca in forza di una legittimazione popolare attraverso il ricorso al referendum.
Se ciò sarà possibile dal punto di vista legislativo, il PD bolognese si impegnerà a fianco dei nostri Comuni per varare questa riforma che il nostro territorio attende da vent’anni, attraverso un percorso partecipato assieme alle forze produttive, alle parti sociali, ai cittadini.
Per affrontare e vincere queste sfide occorre un Partito forte, aperto, unito, rinnovato anche nelle forme, nei modi e nei tempi di svolgimento dell’attività politica, in connessione sentimentale con i cittadini per la capacità di radicarsi in mezzo alla gente e per i problemi concreti, anche quotidiani e di prossimità di cui si fa carico.
Un Partito in cui le ambizioni dei singoli dirigenti vengano dopo l’interesse generale. In cui le correnti non cristallizzino il dibattito interno, che invece deve rimanere sempre libero e vivace. Dove nessuna risorsa umana appartenga ad altri. Dove non ci siano più uomini e donne di… , ma uomini e donne del…. PD.
Un Partito in cui, fra noi, si competa in generosità politica, dentro un impegno comune a costruire un progetto politico che ci sopravviva, e non interessati a sopravvivere a qualsiasi cosa.
Con questo spirito ci apprestiamo a dare vita, a partire proprio dalla Festa, alla nostra Conferenza di Organizzazione.
Non sarà un appuntamento burocratico né tantomeno rituale, poiché da questa discussione nascerà un progetto politico di lungo respiro, capace di riforme strutturali della nostra organizzazione interna come quelle che abbiamo presentato nel corso della recente campagna elettorale, per rendere il PD sempre più forte e credibile per la funzione di Governo alla quale siamo chiamati nel nostro territorio e, sono certo, ben presto anche nel Paese.
Commetteremo sicuramente degli errori, non siamo infallibili, ma la buona fede delle nostre intenzioni e il disinteresse personale saranno le garanzie che offriremo ai nostri militanti e ai cittadini affinché continuino a fidarsi di noi.
I segnali di fiducia non mancano per il lavoro svolto in questo difficile periodo. Rispetto all’anno scorso stanno aumentando gli iscritti: siamo oggi poco sotto l’80% dei tesserati del 2010, qualche punto in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono aumentate le feste dell’Unità e in molte realtà del territorio anche i volontari.
Al nostro progetto di formazione politica per giovani dai 18 ai 30 anni si sono proposti 70 ragazzi e ragazze, molti dei quali alla loro prima esperienza politica, con curriculum di grande qualità ed interesse. È la dimostrazione che, tenendo aperte le porte della politica, forse qualcuno ne esce indispettito poiché meno garantito sotto l’aspetto personale, ma in molti entrano con entusiasmo e voglia di fare.
Tutti insieme ci dobbiamo impegnare perché le pagine più belle del nostro progetto politico siano quelle che scriveremo a partire da oggi, senza paura, senza arroganza, portando avanti i valori e gli ideali di una comunità politica straordinaria.
Buona festa a tutti".
Raffaele Donini, segretario del PD di Bologna
(bozza non corretta)
Condividi sui Social Network:












